Una città che “ti guarda da sinistra” mentre tu tieni la destra: ad Addis Abeba il traffico ha una memoria lunga, fatta di gesti rapidi e sguardi rubati oltre il cofano, dove un passeggero diventa sentinella e ogni sorpasso somiglia a una promessa mantenuta a metà.

In Etiopia la strada racconta una storia insolita. Nel 1964 il Paese ha abbandonato la guida a sinistra per adottare la guida a destra. Ma non ha vietato le auto con il volante a destra (RHD – Right Hand Drive). Così, per decenni, sulle corsie “alla americana” hanno viaggiato veicoli nati per il Giappone o per l’Inghilterra. La scena più comune? Un sorpasso che diventa rito collettivo: l’autista vede poco, il passeggero a sinistra fa da vedetta, il camion davanti si allunga come un muro mobile. La sicurezza stradale si gioca in un secondo.
Se non hai mai guidato su queste strade, immagina. Tieni la destra. Stai seduto vicino al bordo esterno della carreggiata. Per superare un camion, devi “mettere fuori il muso” quasi del tutto. Finché non sbuchi, non vedi l’auto che arriva in senso opposto. A Addis Abeba, specialmente nelle arterie più trafficate, si è creato un piccolo mestiere spontaneo: passeggeri che diventano co‑piloti, dita pronte a segnalare “vai ora”. È una coreografia nata dall’assenza di un divieto chiaro. E sì, è un’anomalia rara: altri Paesi hanno vissuto transizioni simili (il caso del Myanmar è spesso citato), ma la persistenza etiope resta un’eccezione di lungo periodo.
L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che le manovre di sorpasso su strade a due corsie sono tra le più rischiose. Non servono statistiche locali per capire il perché: basta un attimo di invisibilità. Qui quell’attimo è strutturale. È dentro il cruscotto, non nella distrazione.
Quando l’ecologia cambia la traiettoria
Il colpo di scena arriva solo di recente. All’inizio del 2024 il governo ha vietato l’importazione di auto a combustione interna e consente l’ingresso solo a veicoli elettrici. La mossa nasce da ragioni economiche e ambientali: meno spesa in carburanti importati, più coerenza con una rete elettrica sempre più alimentata da grandi dighe. Ma c’è un effetto collaterale decisivo per chi guida: la maggior parte degli EV che arrivano dalla Cina o dall’Europa continentale ha il volante a sinistra. Significa che, per la prima volta dopo sessant’anni, la posizione del volante torna ad allinearsi con il lato di marcia. Il traffico si “ri-centra”. E la strada smette di chiedere ai passeggeri di fare il lavoro degli specchietti.
Non è una bacchetta magica. Le vecchie diesel con volante a destra non spariscono in una notte. Le officine devono aggiornarsi. Servono colonnine affidabili anche fuori dalle capitali regionali. E servono regole chiare su conversioni e revisioni: quanti veicoli RHD restano in circolazione? Non ci sono dati pubblici, un vuoto che merita attenzione.
Cosa cambia per chi guida oggi
Nella pratica, cambiano tre cose. Primo: la percezione della corsia. Chi siede a sinistra vede meglio l’“imbocco” dei sorpassi e legge prima la segnaletica. Secondo: la routine urbana. In coda, nelle rotatorie, agli incroci senza semafori, il corpo smette di compensare con torsioni e “spalle alte”. Terzo: la manutenzione. Il parco circolante tenderà a uniformarsi e questo semplificherà ricambi, formazione dei meccanici, controlli tecnici.
C’è anche un segnale culturale. L’Etiopia ha cambiato lato nel 1964 e oggi cambia “motore”. Due spostamenti, una stessa idea: uscire dalla zona grigia. Nel frattempo, le strade di Addis Abeba puntano a diventare più leggibili. Meno improvvisazione, più prevedibilità. Meno atti di fede, più sguardi condivisi.
Resta un’immagine: un’autostrada al tramonto, corsie vuote e un’auto silenziosa che supera senza bisogno di una vedetta. È questo, alla fine, il senso della transizione ecologica quando tocca l’asfalto: ti libera gli occhi. E a te, quale lato della strada sembra più “giusto” quando la città smette di chiederti acrobazie?





