Non perderti questa chicca: non solo il borgo è davvero magico ma qui potrai visitare una scuola elementare del 1920 rimasta intatta da allora. Ecco dove.
È chiaro, le grandi città sono quelle che noi tutti ci auguriamo di visitare almeno una volta nella vita per scoprire tutti i monumenti o i posti che le hanno rese così famose. Ne abbiamo letto sui libri di scuola, abbiamo visto (e tutt’ora vediamo) foto di tesori bellissimi custoditi in queste città.
Tutto ciò è innegabile ma la verità è che ci sono tanti paesini più piccoli, come i borghi, che meritano ancora di più una visita. Già perché qui si potrà tornare indietro nel tempo scoprendo tradizioni e modi di fare del passato, oppure si potrà respirare quell’aria tranquilla che, normalmente, nelle città più grandi non c’è. In questo borgo in particolare potrai visitare una scuola elementare del 1920 che è rimasta uguale da allora fino ad oggi: ecco dove.
In Valle Susa nella borgata di Château nel comune di Oulx, in provincia di Torino, c’è una vecchia scuola elementare del 1920. Come immaginabile, all’epoca non c’erano tante aule per contenere tutti gli studenti. Questa aula, infatti, ospitava più classi ed aveva una sola maestra.
I banchi in legno, la lavagna e il pallottoliere contenuti nella stanza risalgono all’epoca e sono stati recuperati da due ex alunne dell’associazione Château. La scuola è stata chiusa durante la seconda guerra mondiale e riaperta in seguito. Chiunque entrerà qui dentro si troverà in un luogo che fa tornare indietro nel tempo e che chi l’ha “vissuto” non ha mai dimenticato, ad esempio i nonni che torneranno a rivivere emozioni legate al loro passato.
Ma anche i bambini si divertiranno un mondo qui e noteranno le differenze che ci sono fra la loro attuale scuola e quella degli anni ’20. Bello notare tutti i dettagli presenti qui come cartelle, cartine geografiche, quaderni: insomma, è un luogo dove si ritorna bambini. Inoltre, si scopriranno qui curiosità sulla scuola dell’epoca. Per esempio che si andava a scuola dal lunedì al sabato tranne il giovedì che era il giorno di festa, che le maestre o maestri dormivano nella stanza accanto, arrivavano con il treno e gli alunni gli andavano incontro con lo slittino.
Ancora, che la scuola era riscaldata da una stufetta e ogni bimbo portava un pezzo di legno ogni giorno per alimentare il fuoco. Poi, sotto alla scuola c’era il forno dove la popolazione panificava a turno. Una divertente attività sarà provare a scrivere col pennino del calamaio: insomma è davvero imperdibile una visita a questo borgo e a questa scuola.
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